Magnetoterapia: definizione e applicazioni

Oggi la magnetoterapia, sostenuta da studi e ricerche scientifiche, di indiscusso valore, ha di fatto ottenuto il riconoscimento in ambito medico. Insigni studiosi americani del settore di psicoterapia in seguito alle sperimentazioni effettuate, sostengono che la medicina elettromagnetica andrà in futuro, a sostituire i farmaci tradizionali, nella cura dello stress fisico e delle malattie correlate come l'ansia e la depressione.
Il campo magnetico e il suo effetto
L'effetto dei campi magnetici sugli organismi si svolge a livello di regolazione neuro - vegetativa e metabolica cellulare. I bio - polimeri e le membrane cellulari sono in pratica "minuscole batterie" di cui è stato possibile misurare la tensione erogata, più precisamente nelle cellule nervose sane si misura tra il nucleo interno e la membrana esterna una differenza di potenziale di 90 millivolt, nelle altre cellule questa tensione si aggira intorno ai 70 millivolt.
Quando la tensione all'interno delle cellule tende a scaricarsi, l'organismo ne avverte le conseguenze sotto forma di processi infiammatori, dolori alle ossa, alle articolazioni, alla schiena, ferite che non rimarginano.
Lo scopo della magnetoterapia
Quando queste cellule si ammalano per un'infezione o un trauma o una qualsiasi altra causa perdono la loro riserva di energia, quindi una cellula che se sana dovrebbe avere una tensione di 70 millivolt, ammalata misura soltanto 50/55 millivolt; quando questa tensione scende al di sotto di 30 millivolt si ha la necrosi, cioè la morte della cellula. Lo scopo della magnetoterapia è quello di RICARICARE e RIGENERARE le cellule prive di energia vitale.
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